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Fronda? solo fantasie. Ho anteposto gli interessi del centrodestra ai miei e ne vado fiero

Ho il piacere, ancora una volta, di replicare ad un articolo pubblicato oggi sul vostro giornale online

Più che una semplice replica, in realtà, si tratta di una vera e propria smentita. Perché ciò che si asserisce nell’articolo “X legislatura, Iorio-ter in costruzione. Con qualche novità: Cavaliere fuori dai giochi, Pallante tenta la fronda?”, in riferimento alla mia persona, è completamente privo di fondamento. Si tratta di ricostruzioni del tutto fantasiose.

Chi conosce la mia storia politica (e voi a quanto pare fate finta di non conoscerla) sa bene che mi sono battuto con determinazione per affermare le mie idee e difendere i bisogni e le esigenze dei cittadini, ma non ho mai fatto “pressing” per rivendicare poltrone o altro. Anzi, è piuttosto vero il contrario: quel “pressing” l’ho più volte subito.

Ho costantemente lavorato per la squadra (da sempre il centrodestra) e ho anteposto i suoi interessi ai miei. Proprio come è accaduto nelle ultime elezioni regionali, quando invece di assecondare le insistite avances del centrosinistra (in quel caso si può parlare benissimo di poltrone e tornaconti personali) e di cedere ai diktat della capitale, ho preferito rinunciare alla mia lista e a una candidatura “sicura” sul proporzionale pur di non deludere il mio elettorato e di salvaguardare la coalizione. Sacrificando, di fatto, le mie aspirazioni e favorendo in modo decisivo (lo dicono i numeri e lo dicono i fatti) la vittoria del centrodestra molisano.

Sia chiaro: non mi pento e sono fiero di ciò che ho fatto. Ma non posso certo accettare passivamente adesso il ribaltamento della realtà delle cose.

Non esiste nessuna fronda anti Iorio da me guidata. Chi mi conosce bene sa che non è nel mio stile.

Io vado avanti, sia dentro che fuori la politica, con la stessa passione e lo stesso entusiasmo che ormai da decenni contraddistinguono un percorso umano e professionale fatto di coerenza, di trasparenza e di convinta adesione agli ideali di un centrodestra che ho contribuito a far crescere in Regione in questi anni.

 P.S.  Si parla tanto di responsabilità, di sobrietà e di una nuova fase politica fondata sulla sostanza dei problemi da risolvere e non sulle inutili polemiche. Vi invito allora a passare presto dalle parole ai fatti: lasciate perdere il gossip e il chiacchiericcio.

 

 

Pallante invita al senso del dovere. Questo è un momento cruciale

PrimoPianoMolise di sabato 15 ottobre 2011

primopianomolise_15_10_2011

 

 

Pallante: Di Pietro parli proprio tu che provi a piazzare tuo figlio

Il Settimanale del Molise di mercoledì 12 ottobre 2011

Davvero l’onorevole Antonio Di Pietro pensa di poterci insegnare come governare una regione? Davvero il leader dell’IDV crede di poter continuare indisturbato a predicare bene e a razzolare male? Ad invocare, con i suo modi tanto spicci quanto teatrali, trasparenza, onestà, merito e legalità? Proprio lui che ha colto la palla al balzo (in linea con la peggiore tradizione familista e nepotista) per provare a piazzare il figlio in Consiglio regionale? Proprio lui che “vanta” nel suo curriculum politico il più alto numero di abbandoni? Ignora che la storia dell’Italia dei Valori è piena zeppa di persone che hanno deciso sul più bello di mollare il “capo” a causa dei suoi comportamenti? Giusto per citare solo alcuni esempi: un senatore e gli ultimi due consiglieri regionali eletti con l’IDV.Il figlio, visto il legame di sangue, darà probabilmente maggiori garanzie sotto questo punto di vista. E per i figli, a quanto pare, vale la pena sacrificare la “base” di un partito che ha deciso, guarda caso, di abbandonarlo a pochi giorni dal voto.Ma davvero l’ex pm vorrebbe farci credere di tenere così tanto al Molise? Quel Molise che vorrebbe smantellare a suo piacimento e per un chiaro tornaconto elettorale annetterlo senza tanti convenevoli all’Abruzzo?A tutte queste domande, i molisani hanno trovato già da tempo una risposta. In realtà, la risposta, l’hanno trovata persino i suoi compaesani (vedi il risultato delle ultime Comunali a Montenero di Bisaccia).I molisani, questo il buon Di Pietro dovrebbe saperlo, non amano essere presi per il naso. E non vogliono farsi certo abbindolare da personaggi che col passare del tempo hanno perso sempre più credibilità.Antonio Di Pietro continua ad emettere sentenze, a fare la voce grossa e a promettere pulizia. La sua demagogia, il suo populismo e le sue ormai insopportabili contraddizioni (oltre a un “trota” in comune) lo fanno assomigliare parecchio alla Lega Nord. Stessi atteggiamenti e stesse caratteristiche per una politica fondata esclusivamente sul rancore e sulle polemiche inutili. Una politica capace solo di produrre veleni, di distruggere e mai di costruire.Ma i giovani di questa terra hanno bisogno di progetti e non di sceneggiate. Vogliono e pretendono serietà, competenza e responsabilità.Per questo motivo, il 16 e 17 ottobre gli elettori bocceranno nuovamente Antonio Di Pietro e la coalizione che ha deciso di sostenere.

 

 

Il programma del centrodestra e le "processioni" del centrosinistra

Il Settimanale del Molise di venerdì 7 ottobre 2011

Il programma di governo del centrodestra parla chiaro e viene rafforzato dagli obiettivi già raggiunti nel recente passato. Quello del  centrosinistra  invece è un programma “fantasma”, perché a pochi giorni dal voto non sono ancora riusciti a mettersi d’accordo su come lavorare per la nostra regione. Prendiamo ad esempio le infrastrutture. A sinistra, anche su questa importantissima tematica, regna la più totale confusione, frutto di divergenze evidenti, di scarsa capacità programmatica e di mancanza totale di credibilità. Anzi, per dirla tutta: c’è chi, in quella coalizione, è ancora contro la costruzione dell’Autostrada. Tra questi Antonello Manocchio, esponente di spicco della sinistra radicale. Che, durante una trasmissione televisiva in cui io stesso ero ospite, ha chiaramente espresso il suo parere negativo sulla realizzazione dell’opera.
Il centrodestra, come sempre, risponde con la politica del fare: il programma di investimenti prevede infatti a breve la realizzazione dei tratti Larino-Casacalenda e Campobasso-Campolieto, con stanziamenti pari ai 90 milioni di euro. Sono in programma inoltre le realizzazioni di altri collegamenti tra il bivio di Pesche e l’Isernia-Castel di Sangro (130 milioni) e di impianti tecnologici sulla fondovalle Biferno (90 milioni).   Basti pensare che a partire dal 2006, l’Anas ha impiegato in Molise ben 538 milioni per la realizzazione di nuove opere. Ai quali si aggiungono il miliardo e 137 milioni destinato all’Autostrada. Per interventi di manutenzioni, invece, ha impegnato circa 42 milioni di euro. Questo, solo per citare alcuni dei progetti e degli impegni assunti dalla Giunta Iorio. Che, nonostante la crisi finanziaria ed economica planetaria, è riuscita a tutelare gli interessi e i bisogni del territorio e a far valere, a livello nazionale, le nostre ragioni. Sulle infrastrutture e sullo sviluppo, il centrodestra ha le idee chiarissime. Dall’altra parte si preferisce perdere tempo con “processioni” e gigantografie del premier, con accuse sterili, teatrini, e iniziative mediatiche sensazionali che pongono in evidenza l’inadeguatezza di un’opposizione destinata a rimanere tale. A Paolo Frattura e ai suoi discorsi immaginari, replichiamo quindi con  azioni concrete e funzionali alle esigenze reali del popolo molisano. Tutto il resto sono chiacchiere da campagna elettorale.


 

Pallante: "voto disgiunto? Frattura non è credibile"

Primonumero.it di lunedì 3 ottobre 2011

«Quale credibilità può avere un leader o presunto tale che nel disperato tentativo di risalire la china spera di raccattare qualche preferenza mollando sul più bello i candidati che hanno deciso di sostenerlo? Non solo: quale affidabilità può mai garantire un leader che per raggiungere i suoi scopi auspica una confusione politica ed istituzionale che di sicuro non farebbe bene al Molise?» se lo chiede Quintino Pallante candidato nel listino di Iorio commentando l’invito fatto da Frattura al voto disgiunto. «Così facendo, Frattura dimostra per l’ennesima volta di non credere nel progetto politico che lui stesso vorrebbe guidare, di non credere affatto nella forza e nella competenza della sua squadra e della sua coalizione. E di non credere, soprattutto, nella vittoria finale. Si aggrappa così alla tenue speranza del “disgiunto” per tentare il tutto e per tutto in una sfida che lo vede già sconfitto. Il suo è un fatale segnale di debolezza, che mette in luce anche le lacune di un progetto che si rivela inconsistente e fondato esclusivamente sull’obiettivo personale. Vuoi vedere che, a furia di invocarlo, cadrà lui vittima del voto disgiunto? Ipotesi da considerare seriamente. Ma a Paolo Frattura consiglio comunque di stare tranquillo e sereno: l’agognata poltrona in fondo è stata già agguantata. Dopo i tentativi falliti nel passato e grazie alla buona fede di chi ci ha creduto e già si morde i gomiti, sarà finalmente consigliere regionale. Quello del “presidente disgiunto” resta invece un sogno irrealizzabile».